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    Tu stiv 'nziem a nat, je te guardajie/ e primma e da 'o tiemp all'uocchie pe sa nnammurà/ già s'era fatt annanz o core: "A ME, A ME!" .../ o ssaje comm fa o' core quann s'é nnammurat!/ Tu stiv nziem a mme, je te guardav e me ricev:/ "Ma comm sarrà succiess, ch'è frnut? Ma io nun m'arrend, ci voglio pruvà!"/ pò se facette annanze o core e me ricette: "vuò pruvà? E pruov, je me ne vac..."/ o ssaje comm fa o core quann s'è sbagliat...! MASSIMO TROISI
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Diario di un pendolare – 2 andata

Svegliarsi e leggere le notizie dell’allerta meteo al centro Italia e dei danni provocati dalle forti piogge non é affatto confortante sapendo di avere un biglietto già fatto per andare a Napoli con l’aliscafo delle 8.40.
Lungo la strada che percorro per raggiungere il porto raffiche di vento fanno sventolare con decisione le bandiere e bandierine apposte sui palazzi pubblici e non solo.
Gli altri pensolari abituali che sul marciapiede opposto camminano a testa bassa ed incappucciati me lo confermano: sarà una andata movimentata.
Il vento c’é, ieri sera al ritorno il viaggio é stato “simpatico” e nulla mi porta a pensare che oggi sarà diverso.
Ci aggiorniamo allo sbarco.

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Aggiornamento
Dopo un’ora di navigazione circa, sono giunta a Napoli, viaggio sereno, senza troppi sobbalzamenti. E’ pur sempre novembre. Insomma, allarmismo personale azzerrato
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Diario di un pendolare – l’ennesimo

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Facendo rapidamente un conto partendo dalla mia età, sono giunta alla considerazione che, tra pioggia, sole, e onde, sono passati esattamente 10 anni da quando ho conquistato la qualifica di pendolare.
Una qualifica interessante, cui sono arrivata pian pianino: per i primi due anni “attraversavo il mare” solo due giorni la settimana, poi  per   gli altri otto anni  sono andata a Napoli tutti i giorni, dal lunedì al sabato, poi dal lunedì al venerdì. Una vita strana, iniziata quando internet non era ancora molto “portatile” e che spesso mi tagliava fuori dal mondo. Viaggiare sullo storico aliscafo della Caremar delle 6.50 con Branko e le stelle, non forniva informazioni circa i fatti di cronaca e al ritorno ero troppo stanca. Così per restare “sul pezzo” avevo il weekend. Una organizzazione di vita, che mi ha portato ad ampliare gli orizzonti e le modalità di fruizione dei media.
Passare molto tempo da sola, mi ha permesso (e permette) di poter scrivere, pensare, programmare, organizzare e creare.
Ora, che viaggio tre o quattro giorni la settimana, le giornate sono dilatate, composite. Di giorno a Napoli, dal pomeriggio tardo/sera scrivo, sempre e solo perché é la mia passione, perché lo faccio per me, per esprimermi e, magari, dare il mio contributo a tutti. Non rincorro etichettature, medaglie e strette di mano, mi basta andare a dormire la sera sapendo di aver fatto ciò che mi piace, con amore e passione. Sì, é una fortuna la mia: la mia passione é diventata il mio lavoro, e la mia testardaggine, mista all’aver trovato sul mio cammino le persone giuste, mi hanno portato a percorrere un sentiero che costruisco giorno dopo giorno indirizzandolo al meglio.
Da qui l’incontrollabile bisogno di scrivere. Da qui l’idea di “celebrare” i 10 anni da pendolare con un mini blog di viaggio, due mini puntate ‘andata e ritorno’ per segnare il passo.
L’andata di oggi, aliscafo 8.40 Angelina Lauro Alilauro, come ogni lunedì é affollato, ma molto comodo. Il meteo più che accettabile dopo l’ultima settimana tempestosa.
La giornata non inizia, continua e finirà tardi, e con tante nuove attività.

Se avrete la pazienza di leggermi, viaggeremo insieme, a/r.

Perché é vero, chi nasce sull’isola e la ama, non se ne può staccare, perché alla fin fine la comunicazione locale, il giornalismo locale, ischitano, é un modo di vivere che se lo comprendi ti entra dentro e non ne puoi più fare a meno, ti modella e ti fa crescere.

Si inizia. Biglietti prego…

Viaggiare dopo il lungo ponte

ankhoOggi, in viaggio, ho fatto una riflessione… io mi ritrovo a viaggiare sempre, che sia prefestivo, festivo e postfestivo… insomma l’umanità la vedo tutta, in ogni stagione dell’anno (coi calzettoni o con le infradito, per intenderci) e mi ritrovo mio malgrado ad ascoltare i discorsi che i passeggeri come me fanno in fila per l’imbarco, durante il viaggio ed in fila per lo sbarco. Non è che sia un gran sentire, ma viaggiando si riesce ad avere “il polso” della situazione, non farebbe male a chi di dovere vivere un’esperienza del genere… le persone in quei momenti si sentono libere di parlare, di dire al propria senza stupide paure di chissàchecosa.

Oggi era il primo giorno dopo il lungo ponte del 2 giugno, il day after le mille polemiche e lamentele, le code per gli imbarchi chilometriche, i malumori e le corse sovraprezzate, le persone costrette a restare un giorno in più sull’isola e così via.

Viaggio in orari da pendolare, di vista ci si conosce un po’ tutti. Di prerogativa io difficilmente faccio gruppo, ma in quasi 10 anni di pedolarismo, va da sé che ci si riconosce. Comunque oggi tra i trend del momento c’era #ponte2giugno #aliscafipieni #servizicarenti

Sì, per fare un post lontanemente in stile “Gazebo”, questa era la top 3 delle chiacchiere da traversata.

Ed è stato un continuo sentire di persone che si meravigliavano della disorganizzazione, dei servizi esosi e non proporzionali al loro costo, della condizione in cui si è costretti a viaggiare. Diciamo che all’andata verso la terraferma l’argomento era questo, sottolineando i disservizi (definiti mirati) di una compagnia che hanno giovato ad un’altra compagnia.

Per il viaggio di ritorno, la musica cambia e l’argomento diventa #modernizziamolefile #bigliettoelettronico #perchèpagaresemestralmente10euro  c’è la volontà di professionisti del settore di svolgere gratuitamente un servizio per migliorare le condizioni di noi viaggiatori, rivendicando diritti ad una sana mobilità e ad un trattamento da esseri umani.

Insomma, viaggiare dopo i long week.end tumultuosi rende le chiaccheire da traversata più interessanti degli altri giorni.