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Classicamente Napoletana: un viaggio tra mandolini e voce

Pietro Quirino e il Quartetto Calace al Borgo in Musica 2008

Grande appuntamento domenica alle ore 22 nel Parco Nenzi Bozzi di Ischia con l’acclamatissimo tenore. Un excursus tra le più belle melodie dal ‘600 al ‘900

 

scritto da me

 

Domenica, con inizio alle ore 22.00 nello scenario naturale del Parco Nenzi Bozzi ad Ischia, l’Associazione Vocale-Strumentale “La Ghironda” del M° Carmine Pacera, con il patrocinio del Comune di Ischia e dell’Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo di Ischia e Procida, presentano una serata “Classicamente Napoletana” con al voce forte e piena del M° Pietro Quirino e con le sapienti note del Quartetto R. Calace.

Lo scorso appuntamento del folto cartellone della manifestazione “Borgo in Musica 2008” ha visto l’esibizione del giovane gruppo, tutto isolano, de “La Ghironda”, che ha ammaliato la platea. «Sono molto soddisfatto del lavoro fatto in questi anni con i ragazzi – ci racconta il M° Carmine Pacera – sono cresciuti molto anche grazie alle tante esibizioni in giro per i più bei luoghi della nostra amata isola verde. E il successo che riscuotono ne è il risultato.»

Un trionfo di pubblico, specie quando sono le mani della platea a scandire i tempi dei brani più celebri, o il silenzio ammirato durante l’esecuzione di brani nuovi inseriti in repertorio, come “Libertango”.

Con lo spettacolo “Classicamente Napoletana”,  Pietro Quirino e il Quartetto Calace presenterà un excursus tra le composizioni voce e mandola che hanno caratterizzato il ‘600 e ‘900, e che tutt’oggi ci fanno innamorare.

Un misto tra lirica, musica da camera e teatro che realizza un mix unico e sempre diverso, che cattura l’attenzione dello spettatore e lo “trascina” con sé in un viaggio di rievocazioni e emozioni che solo la musica napoletana e la viva interpretazione di Quirino possono regalare.

Pietro Quirino ha iniziato la sua attività con il “Canzoniere del Sud” prima, poi con il “Gruppo Studio Folk” ed infine con il gruppo “I Masaniello” : un itinerario di ricerca e riproposizione della musica popolare che lo ha visto protagonista di tournèe in tutta l’Italia e all’estero (Vienna, Copenaghen, Parigi, Londra, Australia, U.S.A.).

Con l’Associazione “Nuova Compagnia di Canto Popolare” con la direzione artistica del M° Roberto De Simone ha tenuto concerti in importanti festival europei.

Da circa tre anni ha iniziato un felice e fortunato sodalizio con il Quartetto Calace con il quale ha creato “Serenata Napoletana”: uno spettacolo che  attraversa   la  musica napoletana dal ‘700 alla prima metà del ‘900 rappresentato in Italia ed in Europa (Amsterdam, Parigi, Berlino, Madrid) ed è stato per ben quattro mesi in cartellone al teatro Trianon di Napoli.

Con lo stesso quartetto, nel novembre del 2006, è stato invitato nella citta’ di Los Angeles (U.S.A.) a tenere tre concerti (nella City Hall di L.A., all’ Istituto Italiano di Cultura e nel famosissimo “Warner Grande Theatre”) riscuotendo un grandissimo successo e ricevendo dalle mani del Sindaco Janice Ahn il diploma d’onore del comune di Los Angeles.

Mentre il Quartetto R. Calace è composto da: al primo mandolino Michele de Martino, al secondo mandolino Salvatore Esposito, alla mandola Edoardo Converso e alla chitarra Gianni dell’Aversana.

Nunzio Reina è il 1° mandolino ,si è diplomato presso il Conservatorio “C. Pollini” di Padova con il massimo dei voti e la lode. Ha eseguito concerti con ampio consenso di pubblico e di critica e ha partecipato, per conto di alcuni tra i più importanti enti lirici italiani, a rappresentazioni di opere in cui il mandolino svolge un ruolo importante.

Salvatore Esposito è al 2° mandolino, ha iniziato lo studio del mandolino come autodidatta per poi perfezionarsi con il M° Ugo Orlandi, titolare della cattedra di mandolino al conservatorio di Padova. Svolge la sua attività prevalentemente nel campo della musica popolare e classica napoletana d’autore. Collabora con i più famosi artisti napoletani, italiani e stranieri tra i quali Pino Daniele, Lina Sastri, Consiglia Licciardi, Ray Charles, Tullio De Piscopo e tantissimi altri.

Gennaro Petrone, con la sua mandola, inizia la sua attività nell’ambito della musica popolare. Nel 1981 fonda i “Popularia”, gruppo influenzato tanto dal jazz che dal rock ma saldato alle radici della cultura tradizionale senza smarrire la memoria del tema classico. Con questo gruppo di lavoro inizia una serie di collaborazioni con i maggiori artisti italiani ed esteri: da Pino Daniele a Don Moye, passando per Tony Esposito, De Piscopo, fino all’ esperienza più recente dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore.

Giovanni Dell’Aversana, invece, è alla chitarra. Si è brillantemente diplomato in chitarra classica. Ha svolto intensa attività concertistica in qualità di solista ed in formazione da camera per importanti festival internazionali (Estate musicale sorrentina, Villa Rufolo a Ravello, Estate musicale di Gaeta). Numerose le collaborazioni con artisti napoletani, quali: Roberto Murolo, Lina Sastri, Angela Luce, Consiglia Licciardi, e tantissimi altri, e le incisioni discografiche.

Il programma che propongono è piuttosto articolato; l’esecuzione è d’altissimo livello. Spazia dalla musica classica, alla tradizione etnica, alla canzone d’autore, tracciando un percorso storico-musicale che parte dal Seicento e giunge fino alla metà del Novecento attraverso i vari generi della musica napoletana e nell’assoluto rispetto filologico dei brani eseguiti. Il risultato è una messe di suggestioni perdute e di ritmicità sonore piene la malia, che si fonde in uno spettacolo prezioso fatto di sottili eleganze. La garbata teatralizzazione che il gruppo inscena durante lo spettacolo diviene evocazione di un sentire poetico, che è coevo ad ogni canzone e che pure si avvale di una delicata sottolineatura degli elementi metastorici presenti in ogni brano.

A domenica per una performance davvero unica ed incredibile, con inizio alle ore 22.00

 

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Voglio proprio vedere come li giustificano…e poi dove sta la tradizione?

A questo link si può leggere il programma della festa di Sant’Anna… un grande evento (almeno lo era in passato) per la Regione CAmpania e per l’isola d’Ischia, che ogni anno attira sull’isola tantissimi turisti, anche solo per quella magica serata.

Avete letto no? Ora mi chiedo:

1- Come si può dare un assaggio a tutti quelli che salgono sulle barchette per andare alla Chiesetta (diroccata) se per l’imbarco è una bolgia e molti poi si recano a piedi lì.

2- Come si può mettere “La Banda Città d’Ischia completerà la serata con un concerto musicale prima dello spettacolo di fuochi pirotecnici e il suggestivo incendio del Castello Aragonese, realizzati dal Maestro Lieto”…. chi conosce la festa mi capisce.

3- Visto che comunque non ci sono altri costi, aldifuori del materiale… come si giustificano i 15.000,00 euro al direttore artistico (ma come si diventa direttori artistici che voglio farlo pure io… da come ho capito non si deve conseguire laurea o altro… basta firmarsi così… e io che spreco il mio tempo a studiare e a farmi le ossa, che scema!!!) ?

4- Ma che è sta pagliacciata dei modellini delle barche? E’ per creare un incarico e regalare soldi a qualcuno come al solito? E il fascino e la sorpresa di scoprire la serata del 26 cosa cela la zattera? VI ricordate quando Procida aveva mandato il bozzetto artistico come modellino  e tutti orriditi hanno puntato il dito?

5- lo so che comunque è un premio comunale e che in teoria gli eredi non potrebbero metterci bocca, però trasformare il Premio Funiciello per il bozzetto più artistico (Funiciello era un pittore, anche a olio e collagista – uno tra i primi al mondo) in un premio … visto che i bozzetti son modellini o accompagnati da modellini…

6- Bella l’idea della mostra fotografica… certo però nominare solo uno dei pionieri della festa perchè gli eredi sono in organizzazione…. mah….. o tutti o nessuno io sono di questa way of thinking….

7- Io voglio capire il loro concetto di tradizione, visto che io che ho 23 anni e la festa l’ho vissuta e la vivo sempre in famiglia, come una cosa DI famiglia (come dovrebbe essere per chi la organizza e la fa) e come una cosa naturale e tradizionale…. in questa festa non ci vedo nulla di TRADIZIONI e FOLKLORE

Ribadisco… voglio sedermi sulla sponda del fiume e vederli passare (adattamento di un adagio cinese liberamente fatto da me)

Pps. sono miei pensieri… di una persona che nella festa crede e ce l’ha nel dna e tatuata sulla pelle.

E sono una persona che si firma e mette la faccia nelle cose che dice e scrive. Non si nasconde dietro un comunicato non firmato… (almeno un nome, hanno un ufficio stampa [inutile per una festa del genere a mio avviso] che pagano migliaia di euro [soldi pubblici] almeno il nome del responsabile o del Direttore Artistico) Ma si sa, ci si nasconde dietro a un dito o come lo struzzo che nascondendo la testa crede di aver nascosto l’intero corpo.

Mah.