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    Tu stiv 'nziem a nat, je te guardajie/ e primma e da 'o tiemp all'uocchie pe sa nnammurà/ già s'era fatt annanz o core: "A ME, A ME!" .../ o ssaje comm fa o' core quann s'é nnammurat!/ Tu stiv nziem a mme, je te guardav e me ricev:/ "Ma comm sarrà succiess, ch'è frnut? Ma io nun m'arrend, ci voglio pruvà!"/ pò se facette annanze o core e me ricette: "vuò pruvà? E pruov, je me ne vac..."/ o ssaje comm fa o core quann s'è sbagliat...! MASSIMO TROISI

Siviglia day #26

Domenica sivigliana, domenica di sole, mercatini e corse nel centro storico.

Siviglia è anche questo, è vivere il territorio appieno, con amici, bambini e famiglia. Passeggiando stamattina sono arrivata a Plaza De Encarnacion dove vi era la linea di arrivo di una corsa di 3km a Casco Antiguo, uno dei centri storici. Una festa, con gruppi musicali che suonavano dal vivo la musica di accompagnamento (posizioni a distanza l’uno dall’altro) e tanta allegria.

Dopo l’arrivo ho proseguito lungo la parallela e ho raggiunto il Museo delle Belle Arti, con la piazzola piena di artisti che esponevano le proprie opere.

Poi ancora tanti corridori che passeggiavano per raggiungere le aree parcheggio, la metro e l’autobus.

Al centro vi era il mercatino della filatelia, con tantissimi appassionati muniti di album alla ricerca dei “pezzi mancanti”.

Col sole, non troppo caldo, Siviglia è incantevole.

Siviglia day #25

Sabato all’insegna dei centri commerciali. Sì. Mi sono incamminata verso Nevrion e ho visto il grande centro commerciale di Nevrion, più su la Corte de Igles e poi Los Archos con la sede della Birra locale.

Enormi centri commerciali con tanti negozi e ristoranti, spazi per bambini e famiglie. Un bel spazio grande al centro con giochi per i bambini, proprio davanti allo stadio del Sevilla. Un giro al negozio sportivo dedicato e poi via al prossimo centro, Los Archos.

Prima di giungere lì, ho visitato un altro centro, completamente dedicato al Natale, con musica no stop  e tanti addobbi.

Passando la fabbrica della birra locale, sono arrivata a Los Archos, grande ipermercato con tutto. E tanti sivigliani intenti nelle compere.

Devo ammetterlo: ho camminato tanto, tantissimo. E ho fatto una ricognizione di una parte della città che non avevo visto ancora. E visto un po’ di vetrine e preso idee per il mio prossimo shopping… chissà…

Al pomeriggio, poi ho fatto un rapido giro per il centro storico, prendendo un qualcosina per cena con la mia collega. Sabato di partite, locali pienotti, tutti incollati alla tv…

 

Siviglia day #24

Giornata decisamente “ambientale”. Sì, ci siamo diretti, a bordo di un fuoristrada in pieno stile avventuriero che ci ha raccolti (è il caso di dirlo) al centro della città, verso l’immenso parco naturale di Doñana.

Tanti ecosistemi si alternano in una riserva anturale bella da mozzare il fiato: fiume, lago, pianura, collina bianca e foresta nera.

Abbiamo ammirato tanti volatili e tanti cervi e mucche, conigli e cinghialetti. Tanti i cavalli allo stato brado.

E la vegetazione, bellissima e diversa da area in area. Abbiamo anche visitato El Rocio, cittadina e santuario che sorgono nel mezzo della natura (ci sono le casine con gli spazi per fermare il cavallo all’esterno e i bar, spesso, hanno le finestre per le comande all’altezza della sella del cavallo, come nei film!) e una villa ora museo.

dalla montagna al mare, con l’oceano che si è aperto davanti ai nostri occhi. Bellissima esperienza, avventurosa!

Siviglia day #23

Giornata di sole continuo dopo tanta pioggia. Sono scesa presto, prima dell’apertura dei negozi, ho passeggiato tra i vicoli del Barrio de Santa Cruz e sono arrivata a Plaza Nueva, da lì mi sono diretta al fiume  e  passeggiando, ho raggiunto Plaza De Armas, il centro commerciale creato nell’ex stazione.

Un posto misto tra amtmosfere da telefilm americano e modernità, simpatico e “non sembra Siviglia”.

All’interno vi sono negozi e piccoli laboratori artigianli dove dipingere o lavorare la creta. Al piano superiore vi è un locale e un cinema, al piano inferiore vi è un grandissimo supermercato.

Dopo il giro lì e l’acquisto di alcune cose per la colazione dei prossimi giorni, mi sono diretta a Triana, per visitare le fabbriche di ceramica, osservare un po’ gli stili e vedere il museo delle ceramiche.

Ho trovato, decisamente, il regno delle mattonelle, di tutte le forme e dimensioni, di tutti i gusti. E tante ciotole e porta tapas. Certo confrontando il tutto con i laboratori isolani che conosco io, non vi è assolutamente paragone, ma credo di aver visto la parte turistica e quindi non mi pronuncio.

Il museo è ben strutturato, con un misto di moderno e antico molto funzionale, i monitor con i video esplicativi, gli oggetti e i forni antichi “visitabili”. Un bella esperienza e uno sguardo molto attento sulle tradizioni di Triana, un quartiere molto popoloso e antico della città al di là del fiume.

Da lì ho visitato, entrando di fianco al mercato di Triana, il castello di San Jorge, il castello dell’inquisizione spagnola.

Ne rimane ben poco, solo alcuni cocci e mura perimetrali… il tutto viene spiegato da video e pannelli, c’è anche una storia di una condannata, Marcella, che fa comprendere l’epoca. Se ci si lascia trasportare dalle immagini di film e libri, il luogo è molto suggestivo, se ci si ferma a pensare che sia stato davvero il luogo da cui è partita l’inquisizione, con 300 anni di storia, è tutto molto interessante… se si immagina High Sparrow o Cersei prigioniera in una delle aree il tutto prende vita…

La seconda parte della giornata è stata di studio e ricerca, con la serata dedicata ad una tranquilla passeggiata in cui ho incontrato anche una manifestazione di lavoratori e di giovani studenti, controllata dalla polizia, ma molto organizzata e tranquilla. Una educazione alla manifestazione. Bello.

Siviglia day #22

Lo ammetto: l’altra sera ho rivisto spezzoni del film Star Wars II e questa mattina non ho resistito… sono andata a Piazza di Spagna, set di alcuni frammenti della pellicola.

Finalmente la pioggia ha lasciato il campo ad un sole non troppo caldo e le temperature sono ritornate miti. Era presto e la luce del sole avanzava lentamente sulle grandi colonne e torri. Immagini molto suggestive che rimandano continuamente al film.

Da lì sono andata in ateneo, tagliando attraverso il parco e mi sono recata alla Feria dell’impiego, un evento per gli studenti che possono così presentarsi ad alcune imprese lasciando anche il proprio curriculum. Dopo un rapido giro e una sosta al bar per un succo di frutta e una tostada con prosciutto e burro, mi sono dedicata alla ricerca presso la biblioteca dell’ateneo e poi via  a  seguire una lezione in lingua.

Una giornata trascorsa così, senza correre e con tante scoperte “bibliografiche”

Siviglia day #21

Oggi abbiamo preso la metro. Sì, per recarci presso l’altra Università presente in città (la Universidad Pablo de Olavide de Sevilla) abbiamo preso la L1 da Puerta Jerez fino all’ateneo, al limite estremo della città (3.50 euro andata e ritorno)

La metro è carina, stile periferia inglese, con le dopie porte per non avere il treno a portata di dito (metafora).

Piovigginava anche oggi, ma poco rispetto agli altri giorni. L’ateneo è grande, molto incentrato sullo sport e sull’ambiente inteso come “terra viva”. Ci sono tantissime facoltà e, accompagnate dal prof. Mariano Reyez, abbiamo fatto un tour tra Rettorato (incontrando un attimo il rettore, i vicerettori e lo staff di ogni dipartimento) e dipartimenti didattici.

Molto interessante la loro divisione del lavoro e la presenza massiccia di donne. La mensa, poi, è in due grandissimi padiglioni ed ha la cassa automatizzata. Carina scelta tecnologica per evitare confuzioni e spiccioli mentre si consegnano i pasti.

La Biblioteca è molto estesa ed ha immensi spazi comuni.

Una bella università che ha al suo interno il campus col dormitorio, una banca e tanti altri servizi per gli studenti, molti dei quali americani.

Come struttura è forse un po’ troppo nuova, ma sono scelte dettate dai tempi e dai luoghi.

Di ritorno dopo pranzo, abbiamo fatto rotta alla nostra università, per studio e ricerca.

Siviglia day #20

Pioveva incredibilmente da sabato…  sono uscita al mattino per comprare un po’ di abbigliamento un po’ più caldo (i negozi aprono alle 10) e ho saltellato di negozio in negozio tra i vari acquazzoni.

Rientrata mi sono cambiata e, aspettando un attimo di calma meteo, sono andata in ateneo. Un attimo in sala ricercatori per delle cose e poi via all’incontro con la prof.ssa Elena Guichot Muñoz, che mi ha aiutata nella mia ricerca di filastrocche e storie per bambini spagnoli. Gentilissima e mia coetanea, abbiamo conversato durante il pranzo, aggiornandoci poi via email. Un incontro molto utile e prezioso anche per avere un parere su altri miei progetti di ricerca che sto portando avanti in modo parallelo al mio principale.

Dopo pranzo (erano già le 15.45) io e Michela, la mia collega, ci siamo dirette alla Cattedrale, dove avevamo prenotato la visita guidata gratuita del lunedì. Uno spettacolo: ogni angolo nasconde un tesoro di pregio, i dipinti raccontano storie bellissime, gli oggetti sono stati creati dai più abili artigiani. Vi era una teca con una spina della corona di Cristo, calici splendidi, pale di altari magnifici, una area dedicata al coro grandiosa, l’altare centrale suggestivo.

Molto carica di significato e davvero bella è la tomba di Cristoforo Colombo, e la sua storia condiziona un po’ tutta la chiesa, con anche il figlio, Fernando che ha lasciato i libri (suoi  e del padre) alla biblioteca colombina che è proprio lì accanto.

Dopo aver visitato la grande cattedrale, siamo saliti ala Giralda, patrimonio dell’Unesco, bellissima costruzione con una quarantina di rampe da salire, rampe non scale. Menomale. Da l’ si gode di una vista stupenda su tutta la città. E da lì noti che la città è un misto tra mura musulmane, mura cristiane e moderni palazzotti. Un misto che non stona, che non fa distogliere lo sguardo, ma un misto.

Scesi, abbiamo visto il coccodrillo in legno, la zanna d’elefante, il giardino degli aranci, in vero stile musulmano e il negozietto dei souvenir, religiosissimi souvenir comprati da nessuno nel nostro gruppo.

Una bella esperienza, ne valeva la pena.  Questo è il link al sito ufficiale  e questo il dettaglio di wikipedia

Siviglia day #19

Piove dal giorno prima. Incredibile. Scrosci d’acqua di varia intensità per tutto il giorno.

Sono scesa la mattina un po’ piovigginava e, come sempre, i negozi sono chiusi la domenica, fatta eccezione per i negozi di “cibo”  e  turistici.

Mi sono dedicata a fotografare alcuni riflessi nelle pozzanghere. La cattedrale, il comune, le torri, i cavalli con carrozza, plaza di triunfo e molto altro ancora. Fatto, poi, rientro a casa, non sono più potuta uscire! Pioggia assurda!

Siviglia day #18

Giornata decisamente piovosa. Molto. Scrosci d’acqua intervallati da pioggerellina leggera. Appuntamento a alla fermata Jerez per poi proseguire verso l’Isola di Cartuja. Io, Michela e Giuseppe, un nostro collega.

Tra ombrelli da aprire e chiudere e giubbini e sciarpe da mettere e togliere, siamo giunti all’isola di Cartuja senza non pochi problemi. C’è molto da camminare e senza nemmeno un riparo abbiamo sfidato la pioggia nel vero senso della parola.

Tra palazzoni dell’Expo e uffici, abbiamo raggiunto il grande parco che circonda la certosa, il museo di Arte Contemporanea e le avenida.

Opere d’arte miste alle strutture storiche, una fusione gradevole e a volte molto d’impatto. La zona, poi, è piena di comiglioli di forni per ceramiche, lì si creavano delle bellissime mattonelle artigianali, e il tutto, con la pioggia ha assunto un profilo inaspettato.

Abbiamo anche pranzato al bar interno e fatto un giro nelle struture esterne, un po’ abbandonate, ma belle.

Nella struttura principale di Cartuja c’è anche il primo luogo di sepoltura di Cristoforo Colombo, spostato poi nella Cattedrale di Siviglia dopo 25 anni dalla morte.

D’impatto, dicevo, le mostre di arte contemporanea in corso. Molti i visitatori di questo luogo un po’ lontano dal centro (eravamo, in pratica, all’imboccatura dell’autostrada, proprio fuori Siviglia)

Al ritorno siamo arivati a Plaza de Armas, al vecchio terminal dei trasporti, riconvertito in piccolo centro con ristoranti, bar e negozi, molto “americaneggiante”. Carino, sicuramente da perlustrare dinuovo.

E poi via, di ritorno al mio alloggio, in un turbine di acqua che mi ha bagnata da capo a piedi, costringendomi ad accendere la stufa in camera per asciugare scarpe, pantaloni, calzini e giubbino. Autunno.

Siviglia day #17

Oggi è stato un giorno lungo e pieno di scoperte. Anche perchè sono stata a Gibilterra.

Non mi chiedete il perchè, appena ho saputo di dover venire qui a Siviglia, ho deciso di passare almeno un giorno a Gibilterra. E così è stato.

Incantevole. Almeno per me.

E’ un mondo a parte, un regno unico, con dinamiche proprie e un modo di vedere il mondo diverso. E sono cittadini britannici come me 🙂

Prelevamento in minivan alle ore 8.45 e via verso la Gibilterra. Abbiamo fatto un viaggio molto comodo io e la mia collega Michela, con un minivan tutto per noi guidato da Oscar, il fratello del titolare dell’agenzia “GAia Tour” presso cui avevao prenotato. Gentilissimi e parlano italiano, spagnolo e inglese.

Circa due ore di autostrada, con un paesaggio naturale bello, tori al pascolo, cavalli, tanti uccelli migratori, riserve naturali e costruzioni. Diciamo che il tempo del viaggio è trascorso osservando.

Giunti alla frontiera abbiamo attraversato il check point a piedi e i nostri documenti sono stati controllati dalla frontiera spagnola e inglese.

Entrati siamo state inserite in un tour della Rocca con un altro minibus e un gruppo di inglesi e danesi. Siamo saliti su alla Rocca, la famosa The Rock e abbiamo visto un po’ tutto. Il monumento delle Colonne d’Ercole, l’incantevole grotta di S. Michele con le stalattiti e le stalagmiti, le scimmie di Gibilterra giocose e dispettose, il tunnel dell’Assedio lungo 55km (ma ne abbiamo visto pochi metri).

Tutti luoghi attrezzati, belli e visitabili, con tante spiegazioni poste in molte lingue europee. La vista, poi, era spettacolare, con tutta Gibilterra ai nostri piedi, anche se eravamo immersi nelle nuvole (freddo e vento)

Scendendo abbiamo visto il porto nella sua interezza e la costa dell’Africa.

Il tour ci ha lasciate su Main Street, immensa strada commerciale, che somiglia ad un enorme duty free di un aeroporto.

Poi da lì il nostro autista ci ha portate al western point of Europe, dove poter vedere l’Africa ad un passo (anche se c’era sempre foschia).

Gibilterra è molto militare, è una rocca, molto nazionalista e sente il conflitto con la Spagna. Ha un aeroporto (attraversato dall’unica strada carrabile che conduce all’interno) un governo, un esercito, un sistema sanitario e scolastico. Insomma, è una nazioncina inglese in Spagna.

Bella la storia di Gibilterra, condita di guerre e trattati, di conflitti per le miglia di mare di competenza e per le comunicazioni. Interessantissima. Da riprendere, assolutamente.

Aspetti affascinanti che mi hanno colpito positivamente, con la caparbietà degli inglesi di Gibilterra che vince su tutto.

Data la ristrettezza della superficie edificabile, l’ingegno ha portato alla creazione di soluzioni parallele… c’è un enorme hotel costruito su uno yacht, tanta “terra” gettata in mare per allungare la costa e costruirvi sopra. E comprano la terra da riversare in mare in varie parti del mondo. Ingegno.