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    Tu stiv 'nziem a nat, je te guardajie/ e primma e da 'o tiemp all'uocchie pe sa nnammurà/ già s'era fatt annanz o core: "A ME, A ME!" .../ o ssaje comm fa o' core quann s'é nnammurat!/ Tu stiv nziem a mme, je te guardav e me ricev:/ "Ma comm sarrà succiess, ch'è frnut? Ma io nun m'arrend, ci voglio pruvà!"/ pò se facette annanze o core e me ricette: "vuò pruvà? E pruov, je me ne vac..."/ o ssaje comm fa o core quann s'è sbagliat...! MASSIMO TROISI
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Vivere l’eclissi in mare – Ischia #emozioni

Per passione e per “scrittura” ho seguito tutte le notizie inerenti l’eclissi che ha caratterizzato questo 20 marzo. E non potevo non scriverne un resoconto.

Un evento unico e meraviglioso, un magnetismo che era ben chiaro e forte già nell’aria dal primo mattino e che è culminato nel primo pomeriggio. La calda atmosfera baciata dal sole che pian piano si è oscuratocon quel tocco di luna ha davvero incantato tutti.

Non c’era persona che non ne parlasse. Non vi era appassionato che non scattasse una foto. Viaggiare sul mare mentre è in atto un tale fenomeno “solare” è qualcosa di particolare: senti di avere sulla testa un qualcosa in atto, vedi le luci cambiare, senti l’aria diversa. O forse si è diversi, perchè frementi ed in attesa del verificarsi del passaggio tanto descritto dalle infografiche e dai telegiornali.

E la marea? Sì, il mare avrebbe dovuto rispondere al passaggio della luna in un modo tutto particolare, suo. Regalando una marea più alta rispetto alla media di un bel po’ di centimetri.

Ed io ero lì, a bordo dell’aliscafo che mi conduceva a Napoli, per le strade della città frementi per l’arrivo di Papa Francesco, tra i pendolari che più del cielo osservavano il mare.

Ecco, il mare. Stupendo elemento. Acqua nell’acqua. Acqua bene comune, vita.

Dal mattino alla sera, sarò io “una bambina indaco” ma la traversata è stata bellissima.

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Cosa può la Scienza con la SCI maiuscola….

E dopo il meteo dalle nuvole dei dipinti….

L’eclissi totale di Sole descritta da Omero nel ventesimo libro dell’Odissea è realmente accaduta il 16 aprile 1178 a.C. La scoperta, che secondo gli esperti potrebbe aiutare anche a datare la caduta di Troia, si deve a due astronomi che hanno pubblicato il risultato sulla rivista dell’Accademia Americana delle Scienze, Pnas. Marcelo Magnasco, dell’americana Rockefeller University e Constantino Baikouzis, dell’osservatorio argentino di La Plata, hanno setacciato i testi omerici alla ricerca di riferimenti astronomici da corroborare con prove scientifiche. Hanno identificato così quattro descrizioni dettagliate di eventi celesti che compaiono dell’Odissea prima, durante e dopo la strage dei proci compiuta da Ulisse. Eventi che si riferiscono a posizioni di costellazioni e pianeti nel cielo e che culminano con l’eclissi di Sole che accompagna la discesa nell’Ade dei Proci. I calcoli degli astronomi hanno dimostrato che quelli che potrebbero sembrare ‘ambientazioni poetiche’ sono riferimenti astronomici precisi che si sono susseguiti con la stessa cadenza descritta da Omero a cavallo di un’eclissi totale di Sole che avvenne il 16 aprile 1178 a.C.