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    Tu stiv 'nziem a nat, je te guardajie/ e primma e da 'o tiemp all'uocchie pe sa nnammurà/ già s'era fatt annanz o core: "A ME, A ME!" .../ o ssaje comm fa o' core quann s'é nnammurat!/ Tu stiv nziem a mme, je te guardav e me ricev:/ "Ma comm sarrà succiess, ch'è frnut? Ma io nun m'arrend, ci voglio pruvà!"/ pò se facette annanze o core e me ricette: "vuò pruvà? E pruov, je me ne vac..."/ o ssaje comm fa o core quann s'è sbagliat...! MASSIMO TROISI
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Le possibilità mancate dell’elettrico (considerazioni personali)

leaf-plugPersonaggi come Capitan Planet e molti altri ancora hanno avuto una forte influenza sul mio modo di concepire la natura ed il territorio. Non è debolezza verso i meccanismi del marketing, ma è esposizione a (si spera) giusti valori veicolati da icone grafiche o testuali che hanno fatto sì che si formasse in me una sorta di coscienza ecologica

Tutto ciò per condividere una breve considerazione: l’elettrico è fuori dalla portata dei comuni mortali.

Mi spiego.

L’idea dell’elettrico è ottima, permetterebbe non solo un risparmio economico (dopo l’investimento iniziale) ma soprattutto una salvaguardia dell’ambiente con un rapido miglioramento della condizione di vita. Questi buoni propositi si scontrano con la realtà dei fatti: l’autonomia.

Ciò che frena la maggior parte delle persone è la limitatissima autonomia dei mezzi elettrici.

Porto la mia situazione come esempio: vivo ad Ischia, isola verde (di nome, si spera presto lo ritorni ad essere anche di fatto) e mi sposto, quando posso, a piedi, in mtb, con i mezzi pubblici o con amici. da tempo monitoro il web alla ricerca di un mezzo elettrico che possa fare al caso mio. Ne ho trovati vari, ma nel range in cui posso muovermi (economicamente) le offerte sul mercato sono ridicole. Non esiste un bilanciamento spesa servizio, la manutenzione del blocco batterie, l’eventuale sostituzione sono sempre un extra….   Avevo deciso di optare per lo scooter Yamaha, di design davvero interessante. Nonostante non sia economicissimo ha una autonomia di poco più di 40 chilometri e la carica per essere raggiunta impiega tante ore.

Ischia è relativamente piccola, i miei spostamenti sarebbero contenuti… ma ci sono più salite che strade in piano, quindi l’autonomia quasi si dimezza.

Altro punto: non esistono le colonnine per ricaricare la batteria. Quindi se si resta fermi per strada, che si fa? Si entra in un bar e si chiede un caffè e una trentina di minuti di corrente???

Mah. Questi sono alcuni dei punti per cui, secondo me, l’elettrico è imbrigliato e lontano dal successo che meriterebbe.

 

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Ferrari a Ischia Ponte

Un rombo… un lampo rosso… l’inconfondibile Cavallino Rampante… ecco le Ferrari a Ischia!!

James Bond in utilitaria

Basta litigare con il GPS incapace di intendere e di volere

Arriva il primo navigatore dotato di quoziente d’intelligenza, capace di portare anche l’automobilista più sprovveduto a destinazione nel più breve tempo possibile. Si tratta del nuovo TomTom Go dotato di una tecnologia chiamata IQ Rutes: un sistema rivoluzionario realizzato sulla base di un progetto supersegreto chiamato Cayman che, negli ultimi 18 mesi, ha letteralmente analizzato i flussi di tutte le strade d’Europa attraverso 500 milioni di segnalazioni quotidiane realizzate da oltre 4 milioni di automobilisti. Un totale di 10miliardi di chilometri verificati metro per metro in ogni ora del giorno e della notte, per tutti i giorni della settimana.

Il risultato? Un navigatore in perfetto stile Agente 007 in grado di determinare in tempo reale la scelta del percorso più rapido. Insomma, tutti i trucchi, le scorciatoie e i percorsi migliori per evitare gli ingorghi, i mercati, i blocchi della circolazione, le uscite dalle scuole, i flussi dei pendolari del fine settimana e persino repentini cambiamenti dei sensi unici, per districarsi senza problemi nel traffico della circonvallazione milanese all’ora di punta, negli ingorghi della capitale e persino tra le strade e i vicoli di Napoli. Meno stress, meno tempo passato in macchina e percorsi più veloci, per risparmiare non solo tempo, denaro e benzina.

E rivoluzione anche per i trasporti pubblici 

Ora scende in campo anche Google, con una nuova iniziativa lanciata in Italia (la prima attivata in Europa) battezzata Google Transit.

Si basa su un altro servizio del colosso americano, Google Maps, e consente di creare percorsi che intrecciano vari mezzi dei trasporto, dai tram ai treni agli autobus fino alla metropolitana, fornendo orari e mappe dedicate.

Transit viene fornito grazie a partnership con gli enti locali e i fornitori interessati, che prevedono anche integrazioni tecnologiche. Attualmente sono in particolare stati stretti accordi sulla Provincia di Firenze (area metropolitana fiorentina, zone del Mugello-Val di Sieve e del Chianti-Valdarno) e sul Comune di Torino (attraverso GTT – Gruppo Torinese Trasporti), mente più avanti è prevista anche l’attivazione di Transit su Genova e in Veneto. Il servizio, gratuito per utenti e operatori, è raggiungibile da questo indirizzo http://www.google.it/transit