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    Tu stiv 'nziem a nat, je te guardajie/ e primma e da 'o tiemp all'uocchie pe sa nnammurà/ già s'era fatt annanz o core: "A ME, A ME!" .../ o ssaje comm fa o' core quann s'é nnammurat!/ Tu stiv nziem a mme, je te guardav e me ricev:/ "Ma comm sarrà succiess, ch'è frnut? Ma io nun m'arrend, ci voglio pruvà!"/ pò se facette annanze o core e me ricette: "vuò pruvà? E pruov, je me ne vac..."/ o ssaje comm fa o core quann s'è sbagliat...! MASSIMO TROISI
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Diariodi un pendolare 48 – andata

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Giorno dell’eclissi, cielo splendente, lieve e rada foschia che col sole svanirà. Per l’imbarco nessuna ressa, forse son arrivata al porto un po’ troppo in anticipo. O forse no. Non vedo scolaresche in gita, almeno per ora. Sarà un tranquillo viaggio primaverile. E la giornata che mi attente é in linea con il tutto. Largo alle idee, al mettersi in moto, al mettersi in gioco!
buon venerdì a tutti! A stasera 😉

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Diario di un pendolare 47 – ritorno

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Viaggio di andata ottimale, ritorno credo sulla stessa scia. Finalmente ha smesso di piovere, quella pioggerellina insistente proprio non voleva smettterla di scendere. In  anni di pendolariato non ho mai visto, credo, l’aldebaran così pieno. Tra Procida e Ischia un pienone!
A più tardi, se dovesse accadere qualcosa, o alla prossima 🙂

Diario di un pendolare 47 – andata

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Ok. stamattina aliscafii alilauro sospesi per mal tempo. Bene. Decido di partire con la nave traghetto medmar delle 10.35. Pero’ vedendo la pioggerellina e il poco vento, una volta al porto opto per l’aliscafo Aldebaran della Caremar. Ora sono in viaggio. Sembra accettabile. Spero sia per tutto il viaggio così!
vi farò sapere!!

Diario di un pendolare 46 – ritorno

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lunedì solito, con alcune note positive, alcune neutre.
Si rientra a casa per fare altro, vivere altre mansioni.
incantevole pensolariato

Diario di un pendolare 46 – andata

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lunedì di pioggia. lunedì di variabilità. lunedì di “cominciamo ad andare e poi si vedrà” come dice il marinaio qui a bordo della Celestina Alilauro.

ok, andiamo

Il Campo PA* che avvolge il “caos trasporti”

DSC_0741Stranezze tutte locali. O forse no. Si fa un gran parlare di caos trasporti, di problemi legati a questo o a quell’orario, vettore, mezzo. Si parla, si scrive, si discute e non si fa realmente nulla. E’ una considerazione reale.

Lo si é sempre visto e non mi stancherò mai di ripeterlo: purtroppo per la maggior parte degli isolani, c’e’ uno scollamento negativamente accentuato tra il mondo deii trasporti e la vita reale. Sembra quasi che il problema non sia di nessuno, che le persone protestino per motivi diversi e non per il bene comune. Sentire propria una problematica fondamentale come quella dei trasporti deve condurre ad azioni di massa, efficaci e produttive. Ho sempre visto la comunità procidana sempre molto più compatta. Ed é assolutamente vero: compatti, uniti tra loro protestano per una eventuale soppressione di una corsa, riportandola in essere, reclamano a gran voce i propri diritti, li esigono.

E noi? Sparuti gruppi di persone che si sono costruite il titolo di rappresentanti dei pendolari, siedono a volte a tavoli politici non pratici. Si accettano le soluzioni colate dall’alto senza parlare e sedendosi di fianco al politico di turno che promette e fa sentire importanti quegli stessi soggetti che, soli, camminano verso non si sa dove.

Manifestare é un conto, passeggiare per un paio di ore su una delle arterie principali, con gruppi di studenti ne é un altro, ma proporre soluzioni concrete, leggere a fondo le convenzioni, i regolamenti, conoscere sulla propria pelle cosa significa non avere un mezzo che collega con la terraferma per ore ed essere costretti a compiere giri inimmaginabili e modellare una vita su determinati limiti, é un mondo che pochi conoscono, pochi vogliono conoscere.

Si tende ad essere egoisti, é vero. Come in ogni cosa si crede di avere la presunzione che la propria situazione sia, magari, più seria di quella di un altro. Ecco, si sbaglia.

La questione dei trasporti, qualunque essi siano, é di vitale importanza per tutti: dipendiamo dal mare (in ingresso ed in uscita) dipendiamo dalle strade (vogliamo parlare di turismo ed ecologia?) dipendiamo da noi stessi, non dal politico di turno che passa come la marea, che non lascia un segno, che scompare con facilità.

Quando i reali protagonisti del mondo isolano dei trasporti scenderanno in campo (parlo dei viaggiatori) allora davvero cambierà qualcosa, davvero si potrà avere un peso.

Il punto é questo, cioé é anche questo. Avere le persone giuste al posto giusto. Persone dal ruolo condiviso ericonosciuto da tutti. Ora non ve ne sono. Ora siamo ancora nella fase delle urla, dei particolarismo, delle corse in avanti singole. Non siamo nell’ottica della concertazione. Anche il nuovo comitato per la mobilità e continuità territoriale non riesce a procedere, non ha un volto riconoscibile. Deve crescere. a lo deve fare in fretta.

Ecco, un rinnovamento potrebbe essere una chiave di lettura. Trovare figure che conoscono il problema, il mondo politico, il mondo dei trasporti… persone che sanno fare lobby. Che é una cosa molto positiva quando fatta per il bene comune senza interessi.

Io ho sempre vissuto in prima persona tutti i pro e i contro dei trasporti isolani: dagli autobus al mare, conosco ogni piega del sistema, ogni rigo delle documentazioni prodotte. E so che ad oggi non andremo avanti se non si trova una figura che possa interloquire, una figura apolitica che conosca i problemi e che cerchi di portare soluzioni possibili senza chinare il capo, mettendoci la faccia, non avendo timore di ritorsioni.

 

Io nella causa trasporti ci credo, scenderei anche in campo. Fatelo tutti.

 

* Il Campo PA (Problema Altrui) è assai più semplice ed efficace, inoltre può funzionare per più di un secolo con una sola pila per torcia elettrica. Questo perché sfrutta la naturale tendenza della gente a non vedere ciò che non vuole vedere, che non si aspetta o che non è in grado di spiegarsi.

Diario di un pendolare 45 – ritorno

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Giornata lunga come ogni venerdì. Oggi il viaggio d ritorno é calmo e tranquillo. Aliscafo non troppo pieno, ma con persone in piedi perché fintamente alternative: total black, chic trasandato. Insomma, persone in mostra. Vabbé, e ra da un po’ che non ne vedevo.
C’é anche la rappresentante dei pendolari (tralascio le mie considerazioni che non sono sulla persona, ma sull’operato) anzi tralascio tutto, é meglio.
Rientro a casa per scrivere, la giornata é decisamente migliore quando dal giorno prima sai di dover scrivere qualcosa di prossimo e di certo.
Buona serata