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    Tu stiv 'nziem a nat, je te guardajie/ e primma e da 'o tiemp all'uocchie pe sa nnammurà/ già s'era fatt annanz o core: "A ME, A ME!" .../ o ssaje comm fa o' core quann s'é nnammurat!/ Tu stiv nziem a mme, je te guardav e me ricev:/ "Ma comm sarrà succiess, ch'è frnut? Ma io nun m'arrend, ci voglio pruvà!"/ pò se facette annanze o core e me ricette: "vuò pruvà? E pruov, je me ne vac..."/ o ssaje comm fa o core quann s'è sbagliat...! MASSIMO TROISI
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Diario di un pendolare 38 – ritorno

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rientro sotto la pioggia, in un orario comodo per viaggiare. Spero nelle condimeteo sopportabili qui, a bordo del Celestina. E così una mattinata é andata, con notizie piu’ o meno buone, eventi in divenire.

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Diario di un pendolare 38 – andata

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Lunedì grigio e “variabile” contraddistinto dal coas trasporti e dalla consapevolezza che non essendoci la corsa traghetto delle 8.45 si riverseranno sull’aliscafo delle 8.40.
In questa situazione di caos marittimo, a preoccuparmi é il rientro, ma mi organizzerò al meglio.
Il problema delle corse marittime che saltano é un problema di tutti, non solo di chi viaggia. Quando la società (forse) civile se ne accorgerà sarà ormai troppo tardi.
Un comportamento miope che forse deriva dalla presenza di determinate persone autoelette (o “poco elette”) a rappresentanti di categorie che non vengono riconosciuti dai componenti della categoria come propri capi. Ecco uno dei punti cruciali. Perché se, come me, non si riconosce l’autorità (ma si puo’ dire autorità?!) di chi si auto pone al comando in un solitario dialogo ai tavoli che contano (ma contano davvero??) allora il quadro é chiaro.
Non si é compatti, si guarda la grande macchina del comparto dei trasporti marittimi morire lentamente e con dolore.
Comitati che incontrano scuole, categorie che dichiarano solitarietà agli eventi… ma poi? cosa accade davvero? Ci troviamo a dire sempre le stesse cose, questa volta come tanti piccoli treni che partono su binari separarti e non raggiungono l’obiettivo.
Che cosa voglion fare i comitati e le associazioni? (ovvio il rimando all’editoriali del mio direttore scritto a margine dell’ultimo incontro svolto).
Alla notizia della soppressione delle corse della Caremar, mi sarei aspettata un qualcosa, un moto di orgoglio. NULLA.
E a ben vedere, la cosa non ha sorpreso nessuno.
Interveniamo.