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    Tu stiv 'nziem a nat, je te guardajie/ e primma e da 'o tiemp all'uocchie pe sa nnammurà/ già s'era fatt annanz o core: "A ME, A ME!" .../ o ssaje comm fa o' core quann s'é nnammurat!/ Tu stiv nziem a mme, je te guardav e me ricev:/ "Ma comm sarrà succiess, ch'è frnut? Ma io nun m'arrend, ci voglio pruvà!"/ pò se facette annanze o core e me ricette: "vuò pruvà? E pruov, je me ne vac..."/ o ssaje comm fa o core quann s'è sbagliat...! MASSIMO TROISI

Un reminder sull’AMP

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Senza entrare nel merito politico delle vicende di cui si legge sui vari social network e sul quotidiano in edicola, io credo che una grande parte di “problemi” siano dovuti (ripeto, on consideriamo in questa sede le basse guerre politiche e di poltrona) alla mancata reale comprensione del potenziale che l’AMP ha, della ricchezza della nostra isola e di tanto altro ancora. Diciamo che é mancato, in solido, un concetto di comunicazione e la, di fianco, la volontà di offrire una visione pedagogico-formativa all’intero ente che costituisce, oggettivamente, un vero e proprio tesoro per la nostra isola, per la nostra natura, per il nostro turismo e per la nostra qualità di vita. Leggere dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno solo in termini di amministrazione, di guerra burocratica e di divisioni. E’ ovvio e ragionevole che un tale ente debba avere una amministrazione equilibrata e che funzioni, ma il distacco tra le persone, gli operatori reali del territorio fa male. Dovrebbe far male a tutti, non solo a me.
Riporto qui un mio scritto pubblicato un po’ di tempo fa. Buona lettura. (tgischia)

Aree Marine Protette: sono costituite da ambienti marini, dati dalle acque, dai fondali e dai tratti di costa prospicenti, che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche con particolare riguardo alla flora e alla fauna marine e costiere e per l’importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono.

E’ questa la definizione che ne dà il Ministero dell’Ambiente attraverso il proprio sito ufficiale.

Sì, ma quali sono i vantaggi reali che la presenza di una AMP può portare al territorio che “protegge e serve”?

Abbiamo spostato lo sguardo verso realtà sia lontane che vicine, per osservare come una AMP operi. Il risultato di questa nostra breve ricerca non ci ha poi sorpreso più di tanto: le Aree Marine Protette sono considerate un vero e proprio fiore all’occhiello per le località italiane ed estere che le “ospitano”, fonte di orgoglio e di conseguenti introiti sia turistici che culturali.

Sì perché da ciò che abbiamo letto attraverso i fornitissimi ed organizzatissimi siti internet di alcune tra le maggiori Aree italiane e non, siamo venuti a conoscenza di svariati progetti che mirano alla riqualificazione ed organizzazione del territorio con progetti indirizzati sia al settore turistico (culturale ed ambientalistico in primis) ma anche svariati progetti formativi, che puntano alla creazione di una coscienza ambientale sia negli adulti che nei bambini, nativi del luogo o semplici viaggiatori.

Ad esempio l’Area Marina che include l’isola di Capo Rizzuto, l’anno scorso, ha inciso favorevolmente sull’aumento di circa il 300% delle ricerche su internet e conseguenti prenotazioni alberghiere (incrementate di circa il 190%) e lunghezza del soggiorno.

Le isole Egadi, grazie all’AMP, sono in continua ascesa nel panorama turistico internazionale, posizionandosi tra le mete più ricercate per un turismo ambientale, sostenibile e a misura di tutti. Di propria iniziativa l’Area Marina Protetta organizza concorsi per le scuole, workshop didattici lungo tutto l’anno per avvicinare sempre più le persone ai temi cardini dell’organismo stesso, campus e attività (anche giornaliere) indirizzate ai turisti che vengono così trasformati in provetti custodi del mare. Ciò ha avuto ed ha un’incidenza molto forte sull’economia del territorio: le percentuali dei soggiorni alberghieri sono in costante crescita e ne risente positivamente, così, tutto il comparto turistico, creando nuova occupazione nel settore dei servizi legati all’Area.

Non bisogna andare molto lontano, basta osservare anche Portofino che ha da poco inaugurato “il Miglio Blu” con una classica maratona di nuoto aperta a tutti, manifestazione più che riuscita e che ha spinto molte persone a scegliere la bella Portofino per le proprie vacanze, non solo per l’evento in sé, ma per la filosofia che sottende a tutto l’operato dell’Area marina Protetta. Qualcuno potrebbe obiettare che Portofino è pur sempre Portofino, ma anche Ischia ha comunque un background per molti versi simile, la differenza è nella considerazione che gli abitanti e gli addetti al settore hanno dello stesso.

Volendo ampliare gli orizzonti di ricerca, possiamo prendere in considerazione le Marine Protected Areas della Norvegia, nazione che ospita annualmente un meeting internazionale sulle opportunità di partership tra le aree protette e il turismo sostenibile. In queste aree il discorso che viene portato avanti è molto chiaro: bisogna porre in essere una forte sinergia tra il territorio, l’AMP e le autorità, per far sì che siano raggiunti gli scopi principali dell’area stessa, e cioè la salvaguardia dell’ambiente e la trasmissione del sapere legato al territorio.

Questi obiettivi vengono raggiunti mediante un progetto educativo – formativo che comprende corsi per guide professionali e non, seminari informativi, attività ludico ricreative per bambini e ragazzi e soluzioni formato famiglia.

Operazioni del genere portano non solo alla riscoperta e salvaguardia del territorio garantendo un buon funzionamento (ed integrazione) dell’Area Marina Protetta, ma sono anche un buon elemento di destagionalizzazione dell’offerta turistica, rendendo i luoghi appetibili e fruibili in ogni periodo dell’anno.

Di pari passo vanno quindi tutte le opportunità che si aprono per una estensione dei servizi legati al settore e si moltiplicano le possibilità di partecipazione a bandi per l’aggiudicazione di fondi europei, sempre più inclini a premiare le località che promuovono l’educazione ambientale e lo sviluppo sostenibile.

Uno studio promosso dal governo Australiano ha interessato le aree marine protette che sorgono tra le isole Fiji, e ha rimarcato, tra le altre cose, lo stretto rapporto che si instaura tra il tessuto sociale del territorio e l’Area. Secondo lo studio la nascita delle Aree Marine Protette ha contribuito fortemente alla riduzione del tasso di povertà, alla comparsa di nuovi posti di lavoro, alla riqualificazione territoriale e ad un miglioramento delle condizioni sociali degli abitanti stessi.

Per raggiungere questi traguardi è indispensabile coinvolgere a tutti i livelli gli abitanti delle zone interessate, creando sinergie e offrendo opportunità di interazione concrete.

Questi sono solo alcuni esempi di Aree Marine Protette che funzionano, che portano al territorio solo miglioramenti, non solo da un punto di vista paesaggistico – ambientale (vedi aumento o conservazione della biodiversità) ma anche e soprattutto dal lato sociale.

L’organismo che regola la vita dell’Area non deve essere visto (o limitarsi ad essere) come una grigia presenza che pone solo divieti e applica sanzioni: deve essere un ente vivo aperto al territorio e che del territorio si compone, crescendo di pari passo. Comprendere la giusta dimensione sta sì nelle autorità, ma sta anche nella sensibilità e intelligenza di chi il territorio lo vive.

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