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    Tu stiv 'nziem a nat, je te guardajie/ e primma e da 'o tiemp all'uocchie pe sa nnammurà/ già s'era fatt annanz o core: "A ME, A ME!" .../ o ssaje comm fa o' core quann s'é nnammurat!/ Tu stiv nziem a mme, je te guardav e me ricev:/ "Ma comm sarrà succiess, ch'è frnut? Ma io nun m'arrend, ci voglio pruvà!"/ pò se facette annanze o core e me ricette: "vuò pruvà? E pruov, je me ne vac..."/ o ssaje comm fa o core quann s'è sbagliat...! MASSIMO TROISI

Island Brand Reputation – questa sconosciuta

noplacelikehomeCi sono cose cui non si può passare sopra, non si può girare la testa dall’altra parte o semplicemente far finta che il problema non sia il proprio.

Mai come nello scorso inverno (2013) e primavera (2014) si è tanto parlato di riscoperta dei luoghi, di amore verso l’isola, di spiegare agli operatori “del sistema” (ma quale sistema poi?!?!) come sentirsi turisti in casa prorpria e di come considerare i tursiti residenti temporanei…

E poi??  Certo dopo un po’ la bolla di sapone è scoppiata, la demo è terminata, tutto è rientrato nei propri compartimenti stagni, tutti a coltivare o mal-coltivare il proprio orticello, procedendo per inerzia.

Le critiche, i commenti, il portare all’evidenza della pubblica opinione alcuni fatti o episodi che vedono il territorio protagonista, vengono ancora (e siamo nel 2014) visti come critiche personalistiche, un puntare il dito per partito preso, per creare un fenomeno attorno ad una notizia.

NON E’ COSI’

Il mare sporco con spazzatura di ogni tipo che galleggai fino alla battigia, strade sporche con cumuli di spazzatura dall’odore nauseante, lo smog creato dall’inutile traffico, le zone interne dei comuni che diventano discariche… bisogna che la gente sappia, che il livello di attenzione non venga abbassato.

Serve per stimolare la coscienza sociale di ognuno di noi, serve alle amministrazioni per essere spronate all’azione.

C’è bisogno di svegliarsi. Non si può predicare bene perchè fa “figo” e poi non mettere in pratica o sparire.

Ischia è un’isola che vive di turismo e del suo indotto, il bene principale a base della sua ricchezza è, quindi, sé stessa. E non sta a me dirlo, ma in un’epoca dalla condivisione in real time, non ci si può far cogliere impreparati e non si può nemmeno ipotizzare che nessuno invii nel web immagini o commenti su quanto vede. Ischia non è solo “paesaggi da cartolina” mare sole e terme, ma è anche disagio, incuria e superficialità.

Nella lunghissima lista di post che evidenziano disservizi vari, o foto meravigliose che vengono rovinate dalla presenza di alcuni cumuli di spazzatura o materiali abbandonati, ho letto questo, che poi è uno dei più soft:

IlSaputello ‏

#gaeta – #ischia 4-1 unico punto a favore Ischia lo fa nel paesaggio/attrazioni (poseidon..). Il confronto sull’acqua è imbarazzante! #fail

Ok, non siamo qui a fare paragoni, perchè non è così che si deve ragionare. Il paragone genuino, la sana competizione tra località ci deve anche essere, ma in questa fase noi isolani dobbiamo pensare a noi stessi e non altrove.

Leggere l’ennesimo post di questo genere non ha fatto altro che farmi pensare alle mille occasioni che Ischia sta perdendo, agli scivoloni stupidi che l’immagine di Ischia sta facendo in questa estate e non solo (ricordate la pagina di Wikipedia.com  con le indicazioni sull’emergenza rifiuti che attanaglia l’isola? Molti hanno preferito cambiare méta per le proprie vacanze), alla superficialità del comportamento di molti.

 

Nascondersi dientro ad un dito non funziona più (se mai ha funzionato).

Non siamo gli indigeni da civilizzare, non siamo gli amanti del forestiero da sedurre ed abbandonare.

Di professionalità ne è piena l’isola, di persone qualificate disposte a scendere in campo anche. E basta iniziare per avere altre adesioni.

Perchè quando bisogna agire per il bene comune, per la nostra isola, è sbagliato pensare che chi lo vuol fare agisce solo per un proprio tornaconto. Partire dall’educazione al territorio, alla corretta fruizione di esso e alla presa di coscienza dei potenziali. Rispettare l’ambiente per rispettare sé stessi ed il prossimo. E’ un cammino che non deve essere dato per scontato.

Ischia è un bene da preservare, da curare e da far crescere. E’ nostro dovere consegnare alle generazioni future un bene così prezioso non vandalizzato.

Io, purtroppo, la penso così.

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