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    Tu stiv 'nziem a nat, je te guardajie/ e primma e da 'o tiemp all'uocchie pe sa nnammurà/ già s'era fatt annanz o core: "A ME, A ME!" .../ o ssaje comm fa o' core quann s'é nnammurat!/ Tu stiv nziem a mme, je te guardav e me ricev:/ "Ma comm sarrà succiess, ch'è frnut? Ma io nun m'arrend, ci voglio pruvà!"/ pò se facette annanze o core e me ricette: "vuò pruvà? E pruov, je me ne vac..."/ o ssaje comm fa o core quann s'è sbagliat...! MASSIMO TROISI
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Le strade di Ischia “interessano”

vidNon è una novità dell’ultimo momento, non è assolutamente uno scoop… le nostre strade versano in uno stato più che pietoso.

Ovvio che, nell’epoca della condivisione spinta, i tanti turisti che arrivano sui nostri lidi immortalano dettagli che noi isolani ben conosciamo.

Ma c’è di più: l’immagine della nostra isola ne esce quanto mai ammaccata ed opaca, quando, su instagram video (tanto per citarne uno) troviamo un video di un tursita che sta soggiornando presso l’ostello foriano e che scrive: Italian driving might be the scariest thing I’ve ever experienced. Imagine the smallest crooked streets you’ve ever seen and going 40-50mph. Pedestrians are obstacles and stop signs are suggestions. Wish I had a better video. #ischia#italy#island#instagram#eurotrip#europe#backpacking

Tradotto, per grandi linee, dice: la guida in Italia è tra le esperienze più spaventose che ho mai vissuto. Immaginate le strade più strette e contorte che abbiate mai visto, percorretele a 40-50km orari. I pedoni sono ostacoli e i segnali di stop sono da considerare suggerimenti. Avrei voluto avere un video migliore.

Ok, quindi il turista in questione ha pubblicato un video (qui il link) di un breve tragitto in auto postandolo corredato di quelle considerazioni.

Sono davvero quelle immagini e quelle parole che vogliamo abbinare alla nostra isola?

Sveglia.

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Forse è finito il tempo di correre

E’ tra le cose peggiori che possa accadere. Si va in stallo.

Non sono considerazion facili e veloci da fare. In genere c’è un percorso ragionato che conduce a quelle conclusioni, a quei determinati stati d’animo che ti fanno senrtire fermo ad un bivio.

Un po’ come I see Fire di Ed Sheeran: I hope you’ll remember me, I got too close to the flame.

La desolazione viene dal cielo, sottoforma di drago che plana sul villaggio e porta con sé distruzione e scompiglio.

Quando ci si ritrova da soli e ci si sente tali, scatta inevitabilmente anche la sensazione in base alla quale una persona inizia ad essere fastidiosa, mentre si ostina a voler vivere la vita di prima, a cercare di rientrare in un progetto che con forza costante ed impercettibile ti ha spinto fuori.

La vita evolve. E’ vero. Ci si re-inventa ogni giorno. Ma se ciò avviene per tua scelta, la cosa è bella e incentivante. Se l’evoluzione ti avviene intorno e non conosci tutti i motivi, l’evoluzione ti lascia interdetto.

Bilbo non aveva tutti i torti, c’è sempre pericolo quando si esce di casa, la via parte e non sai dove ti condurrà. E’ la vita che passa. Lungo la strada si trovano persone che la percorrono con te, se si è fortunati queste persone continuano a starti vicino, anche se non come in precedenza.

Si cresce e si cambia. Ma prima, ci si sente soli. E’ inevitabile. Intanto si aspetta.

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