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    Tu stiv 'nziem a nat, je te guardajie/ e primma e da 'o tiemp all'uocchie pe sa nnammurà/ già s'era fatt annanz o core: "A ME, A ME!" .../ o ssaje comm fa o' core quann s'é nnammurat!/ Tu stiv nziem a mme, je te guardav e me ricev:/ "Ma comm sarrà succiess, ch'è frnut? Ma io nun m'arrend, ci voglio pruvà!"/ pò se facette annanze o core e me ricette: "vuò pruvà? E pruov, je me ne vac..."/ o ssaje comm fa o core quann s'è sbagliat...! MASSIMO TROISI

Ricordando con i Beatles

FabFour

Le canzoni dei Beatles sono state usate in uno studio internazionale volto ad analizzare la memoria autobiografica: e così facendo gli scienziati hanno osservato come la musica sia davvero fondamentale per conservare ricordi, ma anche come brani come Let it Be o Yesterday siano fondamentali per la memoria personale di milioni di persone, che a decenni di distanza si ricordano ancora dov’erano e cosa facevano quando ascoltarono quella certa canzone di Lennon e McCartney.

Centinaia di volontari si sono prestati ai test del Magical Memory Tour dell’università di Leeds, il più grande sondaggio online mai condotto sui ricordi personali. Nell’arco di sei mesi, sono giunte risposte da 3.000 persone dai 17 agli 87 anni sparse in 69 nazioni. Ai partecipanti si chiedeva di ricordare il loro ricordo più vivo legato a un album dei Beatles, a una canzone, a un articolo di giornale sui Fab Four, o a un certo membro del gruppo.

 I risultati hanno evidenziato un punto della memoria in cui i ricordi sono ancora netti, di solito coincidente con gli anni dell’adolescenza (la maggior parte dei partecipanti era ragazzo negli anni Sessanta), legato in qualche modo ai Beatles. La canzone più evocativa per i britannici è risultata essere She loves you, il singolo più venduto di tutti gli anni ’60. Gli americani hanno invece individuato I want to hold your hand come brano che apre la cassaforte dei ricordi.

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