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    Tu stiv 'nziem a nat, je te guardajie/ e primma e da 'o tiemp all'uocchie pe sa nnammurà/ già s'era fatt annanz o core: "A ME, A ME!" .../ o ssaje comm fa o' core quann s'é nnammurat!/ Tu stiv nziem a mme, je te guardav e me ricev:/ "Ma comm sarrà succiess, ch'è frnut? Ma io nun m'arrend, ci voglio pruvà!"/ pò se facette annanze o core e me ricette: "vuò pruvà? E pruov, je me ne vac..."/ o ssaje comm fa o core quann s'è sbagliat...! MASSIMO TROISI

Non poteva mancare questo post

Questo post davvero non poteva mancare nel mio bloggetto…..

Gustatevi al sfida del secolo tra la Celentano (sempre più uguale allo zio 🙂 ) e Garrison direttamente cliccando

Credere…per noi stessi

Per non perdere la brocca…. e non solo…

(AGI) – Londra – Avere fede in Dio fa bene alla salutementale degli individui. Infatti, le persone che credono in una religione sono molto piu’ felici degli atei, in quanto riescono a fronteggiare meglio le difficolta’ della vita, come un licenziamento o un divorzio. Queste, in sintesi, le conclusioni di uno studio presentato in una conferenza della Royal Economic Society. Secondo l’analisi dei dati raccolti su migliaia di europei, i ricercatori hanno dimostrato che i credenti sono molto piu’ soddisfatti della propria vita. Secondo i ricercatori, quindi credere in Dio offre degli indubbi vantaggi per affronatere i problemi della quotidianeta’. La religione e’ come un ‘tampone’ che aiuta i fedeli a proteggersi dalle delusioni della vita. All’inizio la ricerca ha focalizzato l’attenzione sulla relazione tra sussidio di disoccupazione e felicita’, analizzando le differenze fra i vari paesi europei. Poi, i ricercatori si sono resi conto che gli individui disoccupati subivano minor danni psicologi se erano religiosi, anziche’ se avevano un generoso sussidio di disoccupazione. ”I credenti avevano piu’ elevati livelli di soddisfazione della vita”, ha detto Andrew Clark, coordinatore dello studio.

A tutto c’è un limite, in primis il buon gusto

Coppia inglese confeziona maglioni con i peli dei propri cani deceduti

e solo in Inghilterra poteva succedere….

Non rassegnati all’idea della scomparsa dei due propri cani, una coppia di Newcastle ha deciso di farne, con il pelo, due bei maglioni, da indossare nelle fredde serate inglesi. Con pazienza hanno spazzolato i tappeti di casa fino a raccogliere peli sufficienti per i due maglioni. “Sono caldissimi”, ha assicurato la donna che sta lavorando a un terzo pullover con la “lana” rimasta.

“Sono tutti molto sorpresi. Certi lo trovano disgustoso e ci chiedono come possiamo fare una cosa simile, ma a noi sembra una cosa molto normale”, raccontano Beth e Brian Willis, 71 e 73 anni. I due hanno perso la loro samoyedo bianca, Kara, 12 anni fa e Penny, un cane da pastore svedese della Lapponia, nel 2002.

Dopo aver visto una foto della principessa Diana con una stola di pelliccia di cane alla fiera dei cinofili Crufts, l’anziana coppia si è messa a raccogliere migliaia di peli da spazzole e tappeti.

Il risultato, a detta loro, è stato molto soddisfacente. “Sono caldissimi e abbastanza impermeabili”, ha assicurato il signor Willis. “E’ un materiale meraviglioso. E’ come un mohair (lana di capra d’Angora), ma più leggero e più soffice e più lo lavi, più diventa morbido e vaporoso”, ha aggiunto la moglie.

 Però questi “crudelia demon” moderni fanno davvero venire i brividi… spessissimo le pellicce che compriamo attaccate ai vari maglioncini e giubbottini sono fatti di cane, volpe, gatto (vi ricordate che scandola 5-6 anni fa?) però sapere di indossare il proprio cagnolino affettuoso è da shock. Non credete?