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    Tu stiv 'nziem a nat, je te guardajie/ e primma e da 'o tiemp all'uocchie pe sa nnammurà/ già s'era fatt annanz o core: "A ME, A ME!" .../ o ssaje comm fa o' core quann s'é nnammurat!/ Tu stiv nziem a mme, je te guardav e me ricev:/ "Ma comm sarrà succiess, ch'è frnut? Ma io nun m'arrend, ci voglio pruvà!"/ pò se facette annanze o core e me ricette: "vuò pruvà? E pruov, je me ne vac..."/ o ssaje comm fa o core quann s'è sbagliat...! MASSIMO TROISI

Dott. House “cavia” universitaria

Già un gruppo di filosofi italiani aveva deciso (e poi l’ha fatto) di pubblicare un libro sul fenomeno “Dott. House” nella società italiana: La filosofia del Dr. House. Etica, logica ed epistemologia di un eroe televisivo.

Premetto che House è uno dei miei telefilm preferiti… ma davvero credevo in uno scherzo allucinatorio quando oggi ho cliccato sul sito della mia università (studio Scienze della Comunicazione presso il Suor Orsola Benincasa di Napoli) e ho trovato tra le news questo avviso:

AAF – Il caso Dr. House. Tra cambiamenti organizzativi e rappresentazioni mediatiche: analisi del pianeta salute

Laboratorio – AAF da 3 CFU per 25 studenti
(II, III anno e fuori corso)

Misantropo, cinico, politicamente scorretto, eppure geniale nella modalità dei suoi approcci terapeutici, Gregory House è il protagonista del discusso medical-drama Dr.House M.D.

Come possiamo spiegare il grande successo di un medico che sovverte le ‘regole’ della comunicazione? In che modo il sapere medico viene rappresentato, e in parte trasformato, nello spazio pubblico mediatizzato della televisione? E quali le “emergenze” di comunicazione che rileviamo, ad oggi, nel pianeta salute?

Per rispondere a questi interrogativi i partecipanti approfondiranno tematiche relative alla comunicazione pubblica della salute, ai ‘communication e media studies’, e sperimenteranno strumenti metodologici di analisi qualitativa della fiction, per “leggere” il prodotto audiovisivo e rilevare come la rappresentazione mediale ‘racconti’ la complessità del pianeta salute.

Gli studenti interessati possono rivolgersi allo sportello studenti (II piano sig. Di Nola) dal 29 febbraio ed entro e non oltre il 28 marzo 2008 muniti di stampa del piano di studi.

Tale laboratorio potrà essere inserito al posto di un’altra attività formativa sempre da 3 CFU (TAF / F).

Incredibile, il mio  mitico House diventa (anche in Italia) una “cavia” universitaria.. però che idea…peccato che io abbia già collezionato i CFU per AAF e non lo seguirò…

UN APPELLO AGLI UFFICI STAMPA

Sono entrata in possesso di questa mail contenente una lettera firmata… e mi sembra molto giusto pubblicarla perchè mette in evidenza un grande problema che l’enorme libertà dispensata da internet sta creando.

«Chi scrive è una giornalista molto nota di cinema che ormai da anni e anni lavora ai pezzi di cinema su un noto quotidiano, ed è veramente triste essere circondato alle proiezioni da personaggi che anni fa neanche immaginavamo di vedere, non basta aprire un blog su internet o un giornale di quartiere per scrivere un’opinione ed essere invitati, quella della scrittura deve essere un lavoro che non può essere mischiato solo al fatto di andare a vedere i film gratis, speriamo che vogliate ancora una volta cercare di fare una selezione delle persone che vengono invitate in qualsiasi tipo di evento, perché la situazione è più drammatica e imbarazzante (vedendo anche le facce e i personaggiche arrivano) di quello che sembra. Con grande stima nei vostriconfronti…
lettera firmata»

Concordo in pieno, bisogna selezionare e difendere la categoria “giornalisti”.

Voi che ne pensate?

E arriva «Biutiful Cauntri»

Un documentario sull’emergenza munnezza in Campania

                           
(ANSA) – ROMA – Dal 7 marzo sarà nelle sale “Biutiful Cauntri”, documentario dedicato all’emergenza rifiuti in Campania. Il film non fiction, menzione speciale all’ultimo Torino Film Festival, e’ diretto da Andrea D’Ambrosio, regista insieme a Esmeralda Calabria e Peppe Ruggiero e viene distribuito da Lumiere & Co. ‘I rifiuti in Campania sono una metafora della pattumiera politica, culturale e sociale che e’ diventata il Paese’, afferma D’Ambrosio.

Ma le cose stanno migliorando… molte zone non sono immerse nella spazzatura. e’ fin troppo facile dire che tutto è pieno di rifiuti. Non è vero. Venite a farvi un giro a Napoli centro o sulle isole (magari Ischia ?!?!) e troverete la normalità di sempre.